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Conferenze e Seminari

An Open Internet in a Globalized World

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John Cabot UniversityAmerigo, con il patrocinio dell’Ufficio Culturale dell’Ambasciata degli Stati Uniti ed in collaborazione con gli Alumni italiani del programma Fulbright e la John Cabot University ha organizzato per il 1 dicembre presso l’Aula Magna Regina della John Cabot University di Roma (via della Lungara 233) una conferenza pubblica sul tema AN OPEN INTERNET IN A GLOBALIZED WORLD.  Dopo i saluti introduttivi di Franco Pavoncello, Presidente della John Cabot University e Massimo Cugusi, Presidente di Amerigo, Benjamin G. Ziff, Counselor for Public Affairs, presso l’Ambasciata americana a Roma, ha commentato un breve video del discorso del Segretario di Stato, Hillary Clinton sul tema “Internet Freedom”. Sono seguiti interventi di Roberto Viola, Segretario Generale AGCOM, Marco Pancini, European Senior Policy Counsel , Google Italy, Paolo Gentiloni, già Ministro delle Comunicazioni,  Massimo Fubini, CEO, ContactLab, Gianluca Braghò, Magistrato, Marco R. Provvidera, avvocato e Pietro Paganini di DCI Group . Hanno moderato il dibattito Antonio Antonio Amendola, Vice Presidente di Amerigo e Stefano Gazziano, docente presso la John Cabot University. All’evento hanno preso parte oltre ai soci di Amerigo, numerosi studenti e docenti della JCU.

THE WAY OUT- Dalla Old alla Green Economy

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Richard CapertonUn pubblico folto e competente ha partecipato ai lavori della conferenza sul tema “THE WAY OUT”. Dalla Old alla Green Economy” organizzata dal Chapter fiorentino di Amerigo, con il patrocinio del Consolato generale degli Stati Uniti . L’evento ha avuto luogo il 7 maggio presso l’Istituto Geografico Militare. Dopo il benvenuto del Gen. D. Antonio de Vita ed i saluti introduttivi del Console generale Mary Ellen Countrymen e del Presidente di Amerigo Massimo Cugusi, sono intervenuti Richard W. Caperton (Esperto di energia del Center for American Progress),Enrico Rossi (Presidente Regione Toscana), Michele Stangarone, (General Manager Sales Nuovo Pignone SpA – GE Oil and Gas), Guido Sacconi (Ancien Président Commissione Parlamento Europep sulle Variazioni Climatiche) e Luciano Nebbia (Direttore Generale Banca CR Firenze). Ha coordinato il giornalista della Rai Franco de Felice. L’iniziativa è stata realizzata con la collaborazione di AT&T, General Electric, Lilly, Gilbarco, El. En. Group e Banca CR Firenze.

Carmichael chiude a Milano le conferenze su Obama e l’Islam

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Michael Carmichael“L’Islam è parte sostanziale degli Stati Uniti”. Su questa frase, che sintetizza la nuova strategia del presidente Barack Obama, s’è imperniato l’incontro del 20 novembre con Michael Carmichael promosso da Amerigo-Milano. Dopo Napoli e Roma (Bari cancellata per scioperi Alitalia), era l’ultima tappa in Italia per il politologo americano fondatore di Planetary Movement, invitato dalla nostra Associazione. Per un ospite importante una sede di prestigio, la Sala del Grechetto della Biblioteca Sormani, offerta dal Settore Cultura del Comune di Milano grazie a Aldo Pirola, socio Amerigo e direttore delle biblioteche milanesi.

Accanto a Carmichael (tradotto brillantemente da Lidia Zanardi) Yahya Pallavicini, imam e componente della Consulta per l’Islam italiano, Armando Spataro, procuratore aggiunto presso il Tribunale di Milano, specializzato in antiterrorismo, Viviana Mazza della Redazione Esteri del Corriere della Sera. Ha coordinato Luigi Ippolito, vice caporedattore Esteri sempre del Corriere (con una introduzione di Massimo Cugusi, presidente nazionale di Amerigo). Pubblico molto attento, che ha dato vita a un dibattito tanto concreto e sentito che si è abbondantemente sforato rispetto ai canonici tempi delle conferenze. Segno che l’obiettivo è stato raggiunto. Con qualcosa in più. Il benvenuto di Aldo Pirola, padrone di casa, è stato anche un’utile chicca di storia dell’arte: ecco spiegata la simbologia delle tele (prima metà del Seicento) che riempiono le pareti della sala. E’ il mito di Orfeo, l’uomo che con il suo strumento simile a una viola seduce la Natura, rappresentata da ogni specie d’animali, alberi e fiori. Una visione globale, come quella al centro degli interventi. Il nuovo capo della Casa Bianca insediatosi il 20 gennaio 2009 ha voluto rompere con l’eredità lasciata da George W. Bush che credeva nella “guerra globale al terrore” e nello “scontro di culture e civiltà”. Obama – ha ricordato Ippolito – ha teso la mano all’Islam, s’è impegnato a sciogliere il nodo del conflitto israelo-palestinese. Ma a queste aperture non sono ancora seguite azioni concrete.   Carmichael rileva che Obama è il più cosmopolita di tutti i presidenti americani, affronta i problemi con una visione realista e non idealista come il predecessore, è convinto che il dialogo e la diplomazia, non la guerra e le torture, siano le armi per arrivare alla pace. Dopo le aperture e gli appelli, però, ha visto calare la sua popolarità in Israele e quanto all’Afghanistan sa che gli americani non vogliono la guerra, ma deve prendere tempo sulle richieste dei generali di inviare nuove truppe. “Obama – conclude Carmichael – riesce a parlare con un linguaggio globale, è uomo di pace e di riconciliazione. Ma il mondo è complesso: per realizzare cambiamenti senza bombe ci vuole tempo”. Viviana Mazza ha quindi analizzato tutte le reazioni dei media, sia americani sia mediorientali: dopo gli entusiasmi iniziali per il “Kennedy nero”, si è passati a un certo scetticismo e agli interrogativi: in sostanza Israele dice “Ci chiedi troppo” e gli arabi sono delusi. Risultato, una posizione debole.   Pallavicini afferma che non può esistere un conflitto tra religioni e civiltà, se la prende con l’incoerenza dei “cattivi religiosi” e condanna i fondamentalisti islamici che fanno uso strumentale della propria cultura per la tutela dell’arabicità creando un nemico ( e “Bush è caduto nella trappola di questi fondamentalisti”). Dà poi atto a Obama dell’apertura all’universalità del mondo e per il rispetto delle differenze di culture e delle identità delle religioni. Armando Spataro crede nella strategia di Obama per combattere il terrorismo internazionale: non occorrono guerra, torture, servizi segreti, bensì rispetto delle identità, delle culture. “Abbiamo bisogno della collaborazione degli islamici. Se vogliamo l’integrazione non abbiamo bisogno di discriminare, di classificare i musulmani come diversi. Bisogna risolvere il problema delle moschee, bisogna rivedere le leggi sull’immigrazione, ricordando che l’emigrazione era il più antico dei diritti. Bisogna evitare gli allarmi strumentali. Speriamo che Obama non sia soltanto una icona”.

 

Sandro Rizzi (Coordinatore Amerigo-Chapter di Milano)

 

La politica di Obama per il Medio Oriente ed il Mediterraneo

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L’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, nella sede di Palazzo del Mediterraneo, ha ospitato la seconda tappa delle conferenze di Amerigo sul tema Obama e l’Islam.  Dopo i saluti del Console Generale J. Patrick Truhn, di Massimo Cugusi, Presidente di Amerigo,e di  Edoardo Imperiale responsabile Charter di Napoli, il Prorettore dell’Ateneo Giuseppe Cataldi, ordinario di Diritto Internazionale ha introdotto al numeroso pubblico attento e partecipe, i principali temi della discussione sulla politica del Presidente nel Medio Oriente e nel Mediterraneo, il tema guida scelto per l’incontro di Napoli.

Aprendo il dibattito Michael Carmichael, ha delineato con chiarezza quali siano i nodi con i quali deve confrontarsi la nuova amministrazione americana, sottolineando quanto significativo sia condurre oggi la politica per il Medio Oriente in un ambito di multilateralismo e in particolare l’apertura e la collaborazione con gli stati dell’area da parte del presidente Obama.Massimo Campanini docente di Storia contemporanea dei paesi arabi ha evidenziato le diverse le criticità e le difficoltà che incontra il Presidente Obama nel cambiamento intrapreso, indicando dal suo punto di osservazione , i paesi arabi appunto, come fosse giunto il momento per l’amministrazione americana riavviare rapporti significativi con la Siria.

La seconda parte della discussione con Giuliana Cacciapuoti ,docente di comunicazione con l’Islam dell’Orientale, e Mohamed Saady rappresentate della comunità marocchina in Italia e membro della Consulta per l’Islam italiano ha analizzato il significato all’interno delle comunità arabo musulmane sia nei paesi di origine sia nei paesi di emigrazione delle comunità arabo musulmane, evidenziando la differente realtà presente in Europa e negli Stati Uniti : in America dopo una fase di grande diffidenza e ostilità è ripreso il dialogo con l’Islam, mentre con preoccupazione si registra una crescente islamofobia europea, per questa ragione le comunità arabe musulmane residenti in occidente hanno grande attenzione per il cammino intrapreso da Obama. Nelle conclusioni il prof. Giuseppe Cataldi ha ricordato il ruolo dei paesi del bacino del Mediterraneo, strategici nel ruolo per le politiche di pace e cooperazione di tutta l’area. Agli interventi dei relatori sono seguite le acute e interessanti domande dal pubblico, tra cui molti studenti delel facoltà di scienze politiche e di studi arabo-islamici, e solo i raggiunti limiti di tempo ha imposto la conclusione dei lavori. L’augurio di tutti è stato quello di continuare nella collaborazione tra l’università Orientale AMERIGO .

L’incontro è stato seguito da stampa e tv locali dal TGR Campania e dalla webradio dell’Ateneo Radiorientale che con il suo staff ha documentato con interviste e servizi l’intero evento.

 

Time for change – Politica internazionale, integrazione e sviluppo nella strategia della Presidenza Obama

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Time for changeIl 26 gennaio 2009 presso l’Unione degli Industriali di Napoli si è svolta una tavola rotonda, Time for change – Politica internazionale, integrazione e sviluppo nella strategia della Presidenza Obama, organizzata da Città della Scienza in collaborazione con l’Associazione Amerigo. Sono intervenuti:

 

 

Erik Jones – Professore di relazioni Internazionali e Studi Europei, Johns Hopkins University SAIS Bologna Center

Giovanni Lettieri – Presidente Unione degli Industriali di Napoli

Mariano D’Antonio – Assessore al Bilancio della Regione Campania

Alberto di Donato – Presidente Città della Scienza S.p.A.

J. Patrick Truhn – Console Generale degli Stati Uniti a Napoli

Massimo Cugusi – Presidente Associazione Amerigo

Edoardo Imperiale – Direttore Generale di Città della Scienza S.p.A. e Coordinatore Associazione Amerigo Napoli

Massimo Galluppi – Università degli Studi di Napoli L’Orientale

Achille Flora – Seconda Università di Napoli

Giuseppe Leonello – Project Manager C.RE.A.T. Città della Scienza S.p.A.

Marco Esposito – Responsabile Sezione Economica de “Il Mattino” (nel ruolo di moderatore)

Durante l’incontro Erik Jones ha illustrato, in una chiara e dettagliata presentazione, le cause della crisi economica internazionale e le strategie che il neo Presidente Obama adotterà per farvi fronte. Ciò ha costituito uno spunto interessante per i vari relatori al fine di valutare gli effetti e le conseguenze che tali azioni comporteranno per il nostro territorio. Inoltre, durante l’incontro, Giuseppe Leonello ha presentato il C.RE.A.T., Centro Regionale di Analisi Territoriale, servizio operativo presso Città della Scienza S.p.A., in collaborazione con l’Assessorato Regionale al Bilancio e alla Programmazione, volto a raccogliere, elaborare e diffondere informazioni sulla situazione economica della regione Campania.

 

 

 

 

 

 

 

 

L’agenda economica del presidente Obama appassiona Roma e Firenze

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Now what?Un pubblico attento  e numeroso ha partecipato alle conferenze organizzate dall’Associazione a Roma e Firenze sul tema “Now What ? Le sfide del mercato globale nell’agenda del nuovo Presidente“.

Il primo evento ha avuto luogo nella prestigiosa cornice della Sala conferenze dell’Ambasciata. Dopo un saluto ai partecipanti del Ministro Consigliere per gli Affari Pubblici Anne T. Callaghan e del Presidente dell’Associazione Massimo Cugusi, ha preso avvio un confronto serrato sul tema coordinato brillantemente dal giornalista di Sky TG24 Massimo Leoni.

Charles R. Morris, ex banchiere e saggista economico di successo (autore del best seller “The Trillion Dollar Meltdown”) , i docenti Michael Plummer (Johns Hopkins University ) ed Alberto Petrucci ( LUISS), l’economista Giampaolo Galli ed il Presidente della  Commissione Finanze della Camera Gianfranco Conte hanno dibattuto sulle cause dell’attuale crisi e sulle prospettive di rilancio dell’economia, soffermandosi in particolare sulle politiche che la nuova Amministrazione statunitense potrà adottare in tal senso.

Agli interventi dei relatori ha fatto seguito una lunga ed interessante sessione di domande dal pubblico.

Grande successo anche il giorno successivo a Firenze dove lo stesso tema è stato affrontato nel corso di un incontro svoltosi presso l’Auditorium della Camera di Commercio patrocinato anche dal Consolato Generale degli Stati Uniti.

Una sala gremita, dopo i saluti del Console Generale Mary Ellen Countryman, del Presidente della Camera Luca Mantellassi e di Amerigo Massimo Cugusi ha seguito i lavori coordinati dal giornalista del Sole 24 Ore Cesare Peruzzi. Oltre a Charles R. Morris sono intervenuti l’economista Luigi Spaventa, il Presidente del Monte Paschi Giuseppe Mussari e l’editorialista Aldo Schiavone.

Molti ospiti illustri tra il pubblico tra i quali numerosi parlamentari ed amministratori locali e l’ex top manager Fiat Paolo Fresco.

L’evento di Firenze è stato organizzato in modo impeccabile dal Chapter Amerigo locale ed in particolare dagli amici Michele Ricceri (coordinatore) , Alessio Gramolati e Alessandro Corsinovi.

Cossiga primo socio onorario di Amerigo

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Il Presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga è il primo socio onorario di Amerigo. Il riconoscimento, annunciato dal Presidente Paola Casaburi in occasione della conferenza “Prima e dopo il Muro” svoltasi a Roma il 21 maggio scorso, intende premiare il pluridecennale impegno dell’ex Capo dello Stato nell’ambito dei rapporti tra Italia e Stati Uniti.

Anche a Cagliari un grande pubblico per Erik Jones

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Erik Jones CagliariNonostante la splendida giornata di sole e l’invitante alternativa di una visita alla meravigliosa spiaggia del Poetto, un folto pubblico di studenti, docenti universitari, soci di Amerigo (ma anche di tanti semplici appassionati di politica americana) ha partecipato con entusiasmo alla conferenza di  Erik Jones all’Università di Cagliari sul tema ” La lunga strada per la Casa Bianca”. Molte le domande rivolte al relatore, specie sui temi del finanziamento della campagna elettorale, sul ruolo dei mezzi d’informazione e sull’agenda dei candidati.  All’evento, organizzato da Amerigo e dall’Ufficio Public Affairs dell’Ambasciata insieme alle facoltà di Giurisprudenza e Scienze Politiche sono intervenuti il presidente dell’Associazione Paola Casaburi ed il giornalista televisivo Andrea Frailis che ha moderato il dibattito successivo alla relazione di Erik Jones.

Le presidenziali USA appassionano gli studenti sassaresi

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Erik JonesCome voteranno le donne? Quale ruolo ha avuto sinora internet nel successo di Obama nella campagna per le primarie,? Quali temi domineranno l’agenda del prossimo inquilino della Casa Bianca? Sono solo alcuni dei temi sui quali, dopo una ricca ed appassionante relazione del professor Erik Jones della Johns Hopkins University, gli studenti sassaresi della Facoltà di Scienze Politiche si sono confrontati con il prestigioso relatore.

L’iniziativa, promossa da Amerigo e dall’Ufficio Public Affairs dell’Ambasciata, è stata organizzata da Rosario Cecaro e Marzia Antenore, docenti, rispettivamente, di giornalismo e comunicazione  politica presso l’ateneo sardo. La conferenza è stata trasmessa in diretta a cura degli studenti da una web tv permettendo così anche ad altri ragazzi di intervenire via email nel dibattito.

Una conferenza per i sessant’anni del Piano Marshall

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Piano MarshallIl 5 giugno 2007 si è celebrato il sessantesimo anniversario del lancio del programma di aiuti alla ricostruzione dell’Europa da parte degli Stati Uniti d’America, divenuto noto con il nome di “Piano Marshall”, dal nome del suo ideatore, l’allora Segretario di Stato U.S.A., generale George Marshall.

Per commemorare questa importante ricorrenza, l’Ufficio Affari Pubblici dell’Ambasciata U.S.A. in Italia ha invitato il 30 maggio scorso gli studenti di due licei romani ad una conferenza durante la quale sono intervenuti, con l’Ambasciatore Ronald P. Spogli, il Presidente Giulio Andreotti, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, l’On. Enrico Letta e Paola Casaburi, Presidente dell’Associazione “Amerigo”, co-sponsor dell’evento

Di fronte a circa ottanta studenti, i relatori hanno ricordato l’importanza degli aiuti assicurati dal Piano negli anni della ricostruzione post-bellica. Particolare interesse ha riscontrato l’intervento del Presidente Giulio Andreotti, che ha portato la sua esperienza diretta vissuta negli anni dell’immediato dopo guerra.

Gli interventi degli altri relatori hanno messo in evidenza l’importanza della costante collaborazione tra Italia e Stati Uniti, cominciata proprio con l’attuazione del Piano Marshall, soprattutto nell’ambito degli scambi culturali, come la dott.ssa Paola Casaburi e l’On. Enrico Letta hanno sottolineato, ricordando la loro personale esperienza di studio e di formazione negli Stati Uniti.