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“Raccontami l’America” si presenta a Roma

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Sono direttori di giornale, inviati, corrispondenti. Oppure solo giovani giornalisti all’inizio di una brillante carriera. Lavorano per la radio, per la tv o per una testata online. Sono molto diversi l’uno dall’altro ma hanno qualcosa in comune: mettono il loro talento al servizio di tutti noi per aiutarci a capire una realtà affascinante ma complessa come gli Stati Uniti. A questi professionisti dell’informazione, da dieci anni, dedichiamo il Premio Amerigo. Oggi abbiamo voluto riunirli a Roma per presentare “Raccontami l’America”, un libro fotografico che contiene i loro (quasi) cento ritratti e festeggiare insieme questo nuovo traguardo. Grazie al Chapter di Firenze, alla Fondazione CR Toscana, all’Ambasciata degli Stati Uniti, agli sponsor ed a tutti i Soci che hanno contribuito al successo della serata

Il video integrale è disponibile sul sito di Radio Radicale
https://www.radioradicale.it/…/cerimonia-della-consegna-del…

 

Un raggio di luce per duecento anni di amicizia tra Italia e Stati Uniti

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Nella notte di giovedì 4 luglio 2019 un fascio luminoso ha congiunto la Torre di Arnolfo di Palazzo Vecchio ed il ponte Amerigo Vespucci, dedicato al navigatore fiorentino che ha dato il nome all’America. È il segno di amicizia che Firenze ha voluto dare alla comunità americana residente, ai professori ed agli studenti delle università americane ed ai numerosi turisti americani presenti in città, in occasione della Festa per l’Indipendenza Americana e nell’ambito dei festeggiamenti per i duecento anni della presenza diplomatica americana a Firenze. Con il Patrocionio del Comune di Firenze, l’iniziativa è resa possibile grazie ad El.en Spa,eccellenza nel settore, alla Fondazione CR Firenze, sempre vicina all’Associazione Amerigo e a Campania Sonda che ha in cura il Ponte Vespucci.
Rassegna stampa

A Milano Amerigo ricorda Fernanda Pivano

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Pivano FIl 27 settembre 2017, sotto l’egida dell’Università degli Studi di Milano, di Amerigo, Associazione Alumni Fulbright e IVP, e del Consolato Generale degli Stati Uniti d’America a Milano, si è tenuta una giornata di studi dedicata a “Fernanda Pivano tra Italia e Stati Uniti”. Nella Sala Napoleonica si è raccolto un pubblico numerosissimo, di studenti, studiosi e rappresentanti di tutte le generazioni di lettori che hanno incontrato Fernanda Pivano grazie alle sue traduzioni di classici – da Hemingway a De André.Dopo i saluti di benvenuto del prof. Edoardo Croci, coordinatore Amerigo Milano e Nord Italia, e di Francesca Orestano, a nome dell’Università di Milano, e coordinatrice dei lavori, si sono succeduti i relatori Silvia Minardi, Enrico Rotelli, Anna Re e Roberto Guerrino.  Le relazioni hanno posto l’accento sul lavoro pluridecennale di Pivano, dalle sue prime traduzioni e l’impegno per la pace (Minardi) al rapporto con le nuove generazioni di cantautori (Rotelli); dal sentimento ecologico (Re), al metodo critico (Guerrino).  Le relazioni sono state accolte da un pubblico vivace e molto interessato e l’intero evento ha riscosso un notevole successo presso il pubblico milanese e lombardo.

Dalle Smart cities alle I-cities

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CozzoliGrande successo di pubblico per il convegno “Towards I-Cities”, promosso da Amerigo – assieme al Centro di Ricerca in Diritto e regole per Europa della Luiss Guido Carli – e tenutosi il 18 settembre presso la nuova Aula del Palazzo dei gruppi parlamentari della Camera dei Deputati. Attraverso quest’iniziativa, Amerigo ha voluto riproporre, attualizzandolo, il filone di studi avviato con successo con lo Smart City Tour, che – attraverso il confronto transatlantico – ha rafforzato la consapevolezza dei policy maker sul ruolo delle città intelligenti nei processi di crescita del Paese. Nel corso del convegno è stato affrontato, per la prima volta in Italia, il legame tra Next Production Revolution (NPR) e sviluppo delle Città, chiamate a divenire vere e proprie piattaforme abilitanti, grazie a infrastrutture e servizi in grado di consentire ai cittadini, imprese e istituzioni di cogliere i benefici sociali ed economici del nuovo paradigma tecnologico. Una riflessione che si inserisce peraltro nel più ampio scenario G7, nell’ambito del quale la Presidenza Italiana ha introdotto una serie di importanti elementi di riflessioni sulla connessione tra NPR, crescita ed infrastrutture.  Ad aprire il tavolo è stato il Presidente di Amerigo, Vito Cozzoli, che ha dichiarato: “Le Smart Cities possono rappresentare il terreno ideale per sperimentare nelle città un nuovo modello di politica industriale, grazie al partenariato pubblico-privato, che consenta di ottenere vantaggi non solo in termini di migliore qualità della vita e di contesto di business, ma anche di crescita, di competitività, di occupazione, di sviluppo sostenibile. Occorre però una politica organica, attraverso il coordinamento degli interventi, per rendere l’Italia un Paese attrattivo per l’adozione di evoluti modelli di Smart Cities, passando dalle Smart Cities alle I-Cities: città intelligenti, innovative, inclusive ed infrastrutturate, a beneficio dei cittadini, delle imprese e delle istituzioni”.Nel corso della “Fire-Starter Session”, Valerio Camerano, Amministratore Delegato del Gruppo A2A, ha affermato: “Partecipiamo con piacere a questo incontro che ci offre l’opportunità di contribuire al dibattito sulla Smart City: la volontà di A2A è quella di ricoprire un ruolo sempre più importante come open innovator e costruire le città del futuro. Il nostro Piano Strategico prevede lo sviluppo delle tecnologie “smart” basate sull’ Internet of Things, che ci hanno già consentito di completare progetti importanti a Milano, Brescia e Bergamo e realizzare servizi innovativi come l’illuminazione pubblica a Led, lo Smart Bin, la mobilità elettrica e lo Smart Parking, Smart Security e Smart Agricolture. A2A punta infatti a essere partner delle istituzioni e di altre aziende per contribuire, con il nostro know how e la nostra infrastruttura abilitante, a sviluppare soluzioni che migliorino la qualità della vita dei cittadini. Dal nostro punto di vista è auspicabile una normativa chiara e uniforme a livello nazionale, che possa favorire il dialogo costruttivo con le Istituzioni e una implementazione rapida di queste tecnologie”.

Edward Chan, CEO di Huawei Italia, ha proseguito asserendo che: “L’evoluzione del settore ICT sta accelerando il processo di crescita dell’economia digitale che sta trasformando le città in molti ambiti, tra cui amministrazione, trasporto, rapporti sociali e occupazione, promuovendone al contempo lo sviluppo sostenibile. Huawei è impegnata con la propria visione e le proprie tecnologie nello sviluppo di città intelligenti la cui realizzazione poggia su un sistema nervoso urbano basato su sensori, un ecosistema forte della collaborazione di tutti i protagonisti del settore e piattaforme tecnologiche aperte e scalabili. Perché tale visione si realizzi è necessario investire a monte sull’educazione digitale dei cittadini e degli amministratori pubblici, in modo da stimolare la domanda di servizi digitali e da porre le premesse per strategie e investimenti volti a migliorare l’ambiente in cui viviamo”.A concludere la sessione Agostino Santoni, CEO CISCO Italia, che ha dichiarato: “Recentemente Cisco ha realizzato una ricerca con il Digital Transformation Institute che ha analizzato quali sono i fattori che mettono a rischio il successo dei progetti in area smart city: il primo è la mancanza di una visione olistica, un altro è il mancato coinvolgimento dei cittadini fin dalle prime fasi di elaborazione di un possibile progetto. Ci sono poi aspetti organizzativi, quali la mancanza di una struttura adeguata dedicata all’innovazione, la mancata previsione di un budget dedicato: ma la questione principale è che ogni progetto smart city è figlio del territorio in cui nasce, delle persone che vi vivono, dei loro obiettivi, di ciò che a quel territorio manca e di ciò che lo rende forte. Se si ragiona in questo modo, facendo ecosistema per promuovere lo sviluppo digitale, si ottengono risultati”. Durante i lavori, coordinati dall’editorialista Enrico Cisnetto, sono intervenuti, tra gli altri: Antonio Gentile, Sottosegretario di Stato con delega alle Smart City; Umberto Di PrimioVice Presidente ANCI;Gloria Berbena, Ministro Consigliere per gli Affari Pubblici Ambasciata degli Stati Uniti; Andrea Gumina, Vice Presidente di Amerigo, e Gustavo Olivieri, Luiss Dreams.Dopo le tappe del 2014 e del 2015, a Firenze, Napoli,  Bruxelles e Roma, il contributo dell’Associazione Amerigo si concentrerà su come favorire la più proficua diffusione della Next Production Revolution (NPR), partendo dalla costruzione di un’agenda nazionale di policy che abbia al suo cuore l’innovazione delle città.

Carriere nelle organizzazioni internazionali, Amerigo e AmCham ne parlano a Milano.

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Amerigo e AmChamNel quadro della collaborazione recentemente formalizzata in un accordo-quadro tra le due organizzazioni, il Chapter di Milano di Amerigo e American Chamber of Commerce in Italy hanno promosso a Milano una conferenza pubblica di Tindaro Paganini, consulente senior della Banca Mondiale già Consigliere del Direttore Esecutivo italiano. Paganini ha presentato le opportunità di lavoro nelle organizzazioni internazionali descritte nel suo libro “Banca Mondiale: un’opportunità per giovani e imprese”. Sono intervenuti all’evento, tenutosi presso la Camera di Commercio, il coordinatore del chapter di Milano di Amerigo, Edoardo Croci, il Segretario Generale di AmCham, Simone Croilla, il Presidente di ACTL – Sportello Stage, Marina Verderajme, il Presidente del comitato human capital di AmCham, Leonardo Zaccheo e la dirigente delle relazioni istituzionali della Camera di Commercio di Milano, Federica Villa. Nel 2016 la Banca Mondiale ha promosso progetti per 64 miliardi di dollari e offerto opportunità di lavoro e consulenza in tutto il mondo.

 

Cosa cambia tra USA, Europa ed Italia con la Presidenza Trump?

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Maglie“Chi è Donald Trump? Cosa cambia per l’Italia e per l’Europa” è il tema dell’incontro organizzato a Roma da Amerigo in occasione della presentazione del libro @realDonaldTrump di Maria Giovanna Maglie, una raccolta di un anno di articoli pubblicati dalla giornalista su Dagospia.

L’evento, ospitato dal Centro Studi Americani e moderato da Gian Luca Petrillo, coordinatore del Chapter di Roma, è stato introdotto da Andrea Chiappetta, Coordinatore JF CSA (Junior Fellows Centro Studi Americani). Hanno partecipato in qualità di relatori Rosa Giovanna Barresi (Alumni Ambassador Fordham University School of Law), Daniel Funaro (assessore alle Politiche Europee Comunità Ebraica Romana), Lucio Martino (Guarini Institute for Public Affairs John Cabot University), Giulio Terzi di Sant’Agata (già ministro degli Esteri), Pierluigi Testa (Presidente Think Tank “Trinità dei Monti”) e Giampiero Zurlo (presidente di Utopia).

Il dibattito ha analizzato gli aspetti più interessanti del Presidente Trump soffermandosi su quanto in realtà sia ben delineata e prorompente la sua politica. Si è parlato di rapporti economici tra gli Usa e il mondo, dei trattati commerciali di libero scambio e della politica di protezionismo messa in atto dal neopresidente e le conseguenze che essa avrà sul mercato internazionale ed italiano in particolare. È stata analizzata la composizione dell’elettorato di Trump e come la sua elezione sia stata la manifestazione di un profondo disagio della classe media. Particolare attenzione è stata rivolta ai rapporti internazionali tra potenze, al dialogo tra i paesi del Medio Oriente e gli Stati Uniti, alla vicinanza di Trump ad Israele e ai Cristiani perseguitati, così come al dialogo con la Cina.

Il dibattito è stato avviato da Gian Luca Petrillo che ha ribadito come sia ora di lasciare alle spalle tutta la discussione che ha caratterizzato l’ultima campagna presidenziale americana e come questa ha rappresentato un chiaro esempio di democrazia. Successivamente la giornalista e scrittrice Maria Giovanna Maglie ha sottolineato come la presidenza Trump è destinata a cambiare completamente le cose rispetto al passato, recuperando una certa idea d’America che era andata perduta, specie negli ultimi 8 anni.

Rosa Giovanna Barresi, Alumni Ambassador Fordham University School of Law, si è soffermata sulle capacità negoziali del nuovo Presidente degli Stati Uniti, capacità sperimentate con successo nel suo precedente ruolo di imprenditore. Sulla contrapposizione establishment ed anti-establishment e sull’abbandono della tradizionale dicotomia tra Repubblicani e Democratici si è soffermato Pierluigi Testa, Presidente Think Tank “Trinità dei Monti”. Particolarmente veemente è stata, infatti, la campagna di comunicazione che Trump ha condotto durante la campagna elettorale contro il mondo della finanza e contro Wall Street.

Muovendo da una prospettiva storica Lucio Martino, Guarini Institute for Public Affairs John Cabot University, ha rinvenuto nella figura di Trump alcuni caratteri del Presidente Carter e in quella di Hillary Clinton del Presidente Gerald Ford. Giampiero Zurlo, Presidente UTOPIA della necessità per le imprese italiane di aumentare la propria competitività sul mercato americano, attraverso una maggiore innovazione, se vogliono mantenere la quota di mercato di quarantacinque miliardi: una grande sfida per le imprese italiane che dovranno confrontarsi con nuove politiche protezionistiche.

Le possibili ricadute dell’elezione del presidente Trump sulla questione Israelo-Palestinese sono state affrontate da Daniel Funaro, Assessore alle Politiche Europee Comunità Ebraica di Roma, che ha sottolineato la necessità di ripensare le recenti decisioni assunte dall’ONU e ha ribadito la fedeltà dell’alleato israeliano. Giulio Terzi di Sant‘Agata, già Ministro degli Esteri ed Ambasciatore, ha sottolineato la capacità della democrazia americana di esprimere sempre un suo modello, sull’equilibrio tra i poteri e sui valori sanciti nella costituzione, nonché le influenze che la stessa è destinata a riversare sull’Europa.

US Presidential Election- Lessons Learned

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All’indomani dell’insediamento del nuovo presidente americano, grande successo per la conferenza “US Presidential Election – Lessons Learned” organizzata alla biblioteca Sormani di Milano dal locale Chapter di Amerigo e dal Consolato generale degli Stati Uniti in collaborazione con il Comune. La presentazione, ricca di dati  ed elaborazioni originali è stata tenuta da Dina Smelz, già analista del prestigioso Bureau of Intelligence and Research (INR) ed oggi Senior Fellow presso il Chicago Council on Foreign Affairs and Public Opinion. In sala, oltre a numerosi soci provenienti da tutto il Nord Italia, un folto pubblico di studiosi e ricercatori e molti rappresentanti del mondo accademico milanese. I lavori sono stati aperti da Rami Shakra, Deputy Public Affairs Officer del Consolato e Massimo Cugusi, Segretario generale dell’Associazione, mentre il dibattito, ricco di interventi dalla platea, è stato coordinato da Edoardo Croci, Coordinatore del Chapter  di Milano dell’Associazione.

La #lobby è una professione perbene

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Tutti vogliono regolamentare le lobby, ma in Italia nessuno ci è ancora riuscito. Sessanta progetti di legge in parlamento e sessant’anni di tentativi andati miseramente falliti. Tutta colpa della politica… ma anche di proposte non sempre mature e al passo con i tempi.Però questa volta qualcosa è andato in modo diverso. La Giunta per il Regolamento della Camera dei Deputati ha approvato la “Regolamentazione dell’attività di rappresentanza di interessi nelle sedi della Camera dei Deputati”, un primo passo nella direzione della regolamentazione delle lobby. Un’iniziativa “sperimentale” così la definisce l’On. Pino Pisicchio che è stato relatore del provvedimento, un regolamento che per sua natura si limita a definire le modalità di accesso dei rappresentanti di interessi all’interno di uno dei due rami del parlamento. Un passo avanti importante in un territorio delimitato ma dove fino ad ora altre iniziative avevano fallito. Un segnale di coraggio che dovrebbe portare quanto prima all’approvazione di una normativa primaria.Ci sono altre proposte di legge in discussione in Parlamento, ricorda Giampiero Zurlo, presidente di Utopia, società specializzata nelle relazioni istituzionali, che martedì 10 maggio ha ospitato Craig Holman il lobbista di Public Citizen, l’organizzazione di Washington che rappresenta da più di quarant’anni i cittadini americani davanti al Congresso. “I rapporti con le lobby sono stati regolati in alcune regioni, in alcuni ministeri, poi alcune amministrazioni hanno fatto passi in dietro. Ora la Camera dei Deputati fa un passo avanti, ma manca un quadro organico chiaro” spiega Zurlo.

L’incontro con Craig Holman è stato organizzato in collaborazione con l’Ambasciata USA e con Amerigo, l’associazione che raccoglie i partecipanti  ai più prestigiosi programmi di scambio culturale con gli Stati Uniti. Holman, orgoglioso  della sua professione confessa che “mia madre ha difficoltà a dire in giro che suo figlio fa il lobbista. Anche da noi purtroppo questo termine può assumere un significato negativo”. Per liberare il campo dagli affaristi spregiudicati Holman ha accompagnato le istituzioni americane nella lunga strada che ha portato al rafforzamento della normativa federale, dal Lobbying Disclosure Act del 1995, all’approvazione dell’Honest Leadership and Open Government Act del 2007 e alle sue successive modifiche che non lasciano più spazio a comportamenti criminali. “Dobbiamo essere orgogliosi del nostro mestiere” prosegue Holman e per questo occorre rafforzare la normativa esistente, per evitare che siano il denaro e le relazioni poco chiare a determinare l’evoluzione della normativa. I lobbisti in America lavorano alla luce del sole e si iscrivono ad un registro pubblico per garantire la massima trasparenza. Tutti possono vedere chi sono e cosa fanno. Anche le amministrazioni hanno obblighi analoghi devono rendere i propri documenti di lavoro scaricabili e accessibili tramite la rete Internet. Tuttavia è importante andare oltre la trasparenza, “Beyond transparency” come dice lui. Vanno stabiliti limiti chiari per i rimborsi dei pranzi e delle cene di lavoro, limiti per i regali e per i viaggi che non devono prolungarsi oltre le ragioni di lavoro.

Anche l’On. Antonio Misiani del Partito Democratico conferma l’importanza di queste misure, che renderebbero più sano lo scambio di informazioni tra industria e politica. La normativa statunitense è la più avanzata. E’ un chiaro riferimento per la discussione italiana sulla regolamentazione delle lobby. Ci vorranno anni per arrivare a una normativa così matura. In Italia stiamo dedicando molta attenzione a normare l’accesso ai palazzi, il cosiddetto registro dei lobbisti. Anche se i risultati sono incerti e frammentati siamo sulla buona strada. Ma questo non è l’unico punto. Dobbiamo pensare in grande, aspirando a un progetto organico che si applichi a tutte le istituzioni, che stabilisca obblighi di trasparenza tanto per i lobbisti quanto per le amministrazioni. Occorre chiarezza, andando a definire meglio il “traffico di influenze illecite” in modo inequivocabile definendo caso per caso tutti i comportamenti da regolare, limitare e sanzionare. Uno a uno, come avviene nella normativa americana: pranzi, cene, viaggi, regali, incarichi di lavoro. Occorre eliminare ogni area grigia per rendere efficace la lotta alla corruzione. Intervenendo nella discussione l’On. Danilo Toninelli del Movimento 5 Stelle ha subito chiarito che il movimento non è contrario in linea di principio alle lobby, ma “è fondamentale che la loro attività si svolga con etica e con trasparenza”. L’intervento di Holman è stato molto apprezzato al punto che Toninelli lo invita a tornare in Italia per intervenire in sede di audizione. Nel frattempo una sentenza della Corte Suprema Americana ha abolito i limiti di spesa che si applicavano alle multinazionali nel finanziamento delle campagne elettorali, che ora vengono equiparate ai cittadini e per questo possono contribuire oltre ogni limite. E’ proprio per questo che i candidati alle Presidenziali 2016 raccoglieranno più fondi rispetto a tutte le precedenti elezioni. C’è ancora lavoro da fare confessa Craig Holman, “la raccolta fondi sarà il prossimo punto da trattare”.

Lobbying e trasparenza. Craig Holman ne parla a Firenze

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HolmanIl professor Craig Holman,  esperto di Washington nelle attività di lobby per il Campidoglio e già docente presso la New York University, ha incontrato a Firenze l’11 maggio 2016 nella Redazione del Corriere della Sera – Corriere Fiorentino, ospiti del direttore  Paolo Ermini, il direttivo e alcuni amici  sostenitori del Chapter fiorentino di Amerigo. Il Professor Holman,  che nella mattina aveva tenuto una conferenza curata dal socio Amerigo professor Luciano Bozzo presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università fiorentina, ha affrontato il delicato tema della trasparenza nelle attività di lobby con particolare riguardo ai rapporti con il mondo della politica ed al finanziamento delle campagne elettorali. Interessante la comparazione legislativa fra quella degli Stati Uniti e quella degli Stati membri dell’unione Europea. Precedentemente Il professor Holman è stato intervistato per il giornale ospitante dal giornalista Marzio Fatucchi, fra l’altro menzione speciale per la Sezione Web del premio giornalistico Amerigo 2012.

Gawdat Bahgat incontra il Chapter fiorentino di Amerigo

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Gawdat BahgatIl professor Gawdat Bahgat, a Firenze per un Seminario alla Scuola Ufficiali dell’Aeronautica Militare, ha incontrato  il Chapter fiorentino di Amerigo. Tema dell’incontro la crisi nei Paesi medio orientali e del nord Africa. Il professor Bahgdat, professore di Affari per la Sicurezza Nazionale della National Defence University, esperto di politica medio orientale, ha risposto alle numerose domande relative in particolare alla crisi libica. L’incontro si è svolto nel pomeriggio di venerdì 15 gennaio presso la Redazione fiorentina del Corriere della Sera, grazie alla cortese disponibilità del suo direttore, dottor Paolo Ermini. L’incontro è stato preceduto dall’intervista del giornalista Marzio Fatucchi, fra l’altro mensione speciale per la Sezione Siti Web del Premio giornalistico Amerigo 2012.